Crescono nell’ attuale amministrazione linee divergenti per un cambiamento

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In questi ultimi periodi stanno aumentando su argomentazioni precise, i distinguo nell’ amministrazione Porzio: Dopo qualche distacco  di chi era in maggioranza, dopo il già meritevole lavoro dell’ opposizione dei gruppi Ennia Mazzella , Elio Zecca , Nino Feola sulla questione che vanno tutelati i cittadini e l’intresse pubblico, oltre al fatto che sulle zps (zone a protezione speciale) la popolazione non è stata informata come si doveva, impotante è stata anche la posizione di astensione del consigliere Enzo di Giovanni in un recente consiglio comunale. Del resto se non si fa una politica per mettere in sicurezza un minimo di spiagge da lasciare al libero uso pubblico, se non si tutelano i promontori e le baie turistiche, se non si crea un occupazione per tutti rispettando il territorio e il mare che ci da vivere, non si potrà mai salvaguardare il 90% dell’ economia locale, e avremo sempre una società di pochi ricchi a danno di molti. Se dal lato pubblico ma anche privato specie negli ultimi tempi,   una parte delle ricchezze prodotta a Ponza si investivano anche per centri sportivi una parte del mercato del lavoro ora sarebbe attiva anche durante il periodo invernale, ma non è stato possibile per un certo individualismo che non ha mai voluto cedere. Forse è successo che quelli che si sono arricchiti di più sull’ isola hanno preferito investire fuori Ponza , in più apprendiamo dal quotidiano la provincia del 17 aprile 2010 che la Giunta Comunale trasferisce la tesoreria di Ponza in Campania.  Per tutte queste ragioni e altro ancora, è importante che tutti coloro che in modo trasversale nel consiglio comunale e nel paese, credono nella tutela della collettività attraverso un equilibrio tra settore pubblico e privato per risolvere i vari problemi si riuniscono e prendono insieme le iniziative sulle questioni prioritarie.

Fauso Lamonica

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Scritto da Francesco Ambrosino

Acqua bene Pubblico …?

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In questi ultimi periodi si è molto discusso su un decreto governativo  che privatizza la gestione dell’ acqua da questo nasce un appello affinchè a prescindere dal colore politico si possa agire in tutti i modi portando la politica di ogni schieramento a prendere posizione per far si che un bene così essenziale sia gestito soltanto da chi rappresenta di fatto e di diritto la collettività cioè gli enti pubblici.

Fauso Lamonica

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Scritto da Francesco Ambrosino

Risposta dell’Assessore al Demanio

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Caro Francesco,

 il tuo articolo mi induce a ritornare sull’argomento  e mi da l’occasione di fare un po’ il punto delle note problematiche isolane.

Non posso non condividere in pieno le  preoccupazioni espresse da Ponza C’è. Il fatto stesso di aver momentaneamente abbandonato il mio ‘tranquillo’ e gratificante impegno di collaboratore de Il Territorio per tuffarmi anima e corpo nel ginepraio dei problemi di Ponza e del suo porto – scevro da ogni tipo di condizionamento – dovrebbero essere prova sufficiente di quanto mi stiano a cuore i problemi dei miei concittadini.

Mi rendo conto che l’amore e la buona volontà spesso non sono sufficienti, ma sono convinto che comunque sono un buon viatico.

Entro nello specifico:  il settore Demanio che mi è stato affidato, oltre a scontare un grave deficit organizzativo, come tutti sanno è stato travolto dai  fatti della scorsa estate (il sequestro dei pontili). Altrettanto conosciute – sopratutto ai ponzesi – sono le ricadute disastrose che  questi fatti hanno avuto sull’economia e sull’immagine turistica dell’isola.

Poiché spesso le  ‘disgrazie’ non viaggiano  da sole, ai problemi dei pontili si sono aggiunti quelli relativi ai noleggiatori di barche. Questi  dopo anni di indisturbata attività sotto gli occhi di tutti hanno  scoperto di essere anche loro irregolari.

Sarei tentato di entrare nel merito delle questioni, ma questo solleverebbe inevitabilmente un polverone che in questo momento non voglio sollevare, teso come sono a percorrere pragmaticamente la strada  che porta alla soluzione dei problemi nel rispetto della legge.

Purtroppo si tratta di una strada non breve, e che qualche volta confligge con il senso comune delle cose.

Ma è una strada che dobbiamo percorrere e la percorremo, facendo di tutto per cercare di recuperare il tempo perso finora.

Dopo un esame  a tutto campo, alcuni  momenti di consultazione con le categorie interessate, oggi posso dire  che una bozza di regolamento per l’utilizzo delle aree demaniali è pronta! Nei prossimi giorni, dopo essere stata esaminata dalla maggioranza e  una rapida fase di confronto con le forze sociali, approderà in Consiglio. Si tratta di un strumento indispensabile che, anche se arriva con almeno due anni di ritardo, servirà a mettere ordine e  stabilire delle regole che saranno valide per tutti.

Sul fronte dei ‘pontili’ aspettiamo fiduciosi un intervento chiarificatore della Regione, che ha competenza normativa in materia, dopo di che l’ultima parola spetta alla magistratura. Ci auguriamo che tutto vada nel verso giusto, altrimenti l’isola andrà incontro ad una emergenza sociale senza precedenti, di cui le autorità preposte non potranno non farsi carico.

Franco Schiano

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Scritto da Francesco Ambrosino

Lettera all’Assessore al Demanio

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Il Comitato Ponza C’è nella persona dello scrivente, chiede al neo Assessore al Demanio del Comune di Ponza, Franco Schiano, di dare seguito all’incontro avutosi in data  04 febbraio scorso,  riguardo al progetto di zonizzazione del porto di Ponza.

La problematica, colpevolmente celata e taciuta, è, al pari di altre recentemente emerse, una  che se trascurata  provocherà una devastante ricaduta su tutte le realtà socio-economiche dell’isola.

Non si vogliono, al momento addossare responsabilità al neo Assessore ma deve essere chiaro che i nostri riflettori sono accesi ed il suo impegno e la sua determinazione nella risoluzione del problema, deve essere totale ed incondizionata. La sopravvivenza di un’isola dedita al turismo, non può prescindere dalla risoluzione di questa annosa problematica.

L’aggravante di questa problematica; l’ urgenza,  non ci lascia ampi spazi di manovra. Si deve quindi agire con rapidità e concertazione, per giungere al più presto ad una proposta da presentare prima in Consiglio Comunale e poi in Conferenza di Servizi.

La nostra volontà di partecipare alla stesura di detto documento è piena e totale, ma sia chiaro che non si subiranno passivamente altri documenti approssimativi e incompleti  come quello previsto per la zona di Cala Feola, ne tanto meno si tollereranno ulteriori ritardi e perdite di tempo ingiustificate.

La bontà delle nostre intenzioni e della nostra volontà di collaborazione, non deve, in alcun modo, lasciare dubbi sulla risolutezza e la fermezza con cui chiediamo l’attenzione sul tema e sulla sua pronta risoluzione.

Il momento è tale che indugiare ulteriormente porterebbe ad un tale malumore e scontento, le cui estreme conseguenze non sono assolutamente prevedibili.

Lettera inviata per e.mail all’ Ass. Schiano

da Francesco Ambrosino

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PONZA, PIOGGIA DI FONDI PER LE ISOLE

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Su Latina Oggi del 13/02/2010 è apparso questo articolo su Ponza e parla di una pioggia di fondi per le isole,  la metà destinata per il recupero della falesia di Chiaia di Luna.
Dall’ articolo emerge, tra le altre cose, che la Regione Lazio ha stanziato, o chiesto di utilizzare
per la rete fogniaria nella Zona Nord circa 1,2 ml di euro;
per la raccolta differenziata 1,5 ml di euro;
per la scuola 1.057.560 euro;
Per un parcheggio a Cala Caparra 400ml euro;
Per la falesia di Chiaia di Luna e la galleria romana 1ml di euro;
Dall’ articolo in cui si evidenziano gli interventi del consigliere regionale del Pd Claudio Moscardelli , si nota che la Regione Lazio abbia fatto o stia facendo la sua parte. A questo punto, come cittadini ,chiediamo che gli enti preposti e i vari politici anche locali ,specie l’opposizione nel consiglio comunale di Ponza che come già fa ,controlli che queste cose vadano ad un  buon esito acquisendo ogni atto in merito.

Fausto Lamonica

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Un poltrona scomoda

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Ci sono degli avvenimenti che ci confermano che da quando la gestione del demanio è passata dallo Stato ai Comuni le nostre problematiche interne sono aumentate a dismisura.

Si giustifica, attribuendo alle deficienze della nostra macchina amministrativa, la quale  non era pronta a sopperire una tale mole di impegno e di responsabilità.

Si fa rilevare che a fronte di un impegno gravoso sia di personale che di tempo profuso non c’è un reale tornaconto economico e che in definitiva il passaggio di competenze è stato solo burocratico mentre i vantaggi economici ( se così si possono definire gli esigui canoni demaniali), restano di competenza quasi esclusiva dello Stato.

Si ribadisce ancora che negli anni passati, quando la competenza era Statale, tutte le problematiche emerse tristemente negli ultimi tempi, non venivano evidenziate con la  stessa aggressività e virulenza.

Tutte queste considerazioni sono veritiere ma certamente non ci esimono dal rilevare quanto è scomoda, almeno a Ponza, la poltrona dell’Assessore al Demanio. Questo che dovrebbe essere un Assessorato cardine nella pianta Amministrativa Comunale, diventa sempre di più un posto di frontiera dove chi vuole provare a mettere ordine viene sopraffatto dalle consolidate logiche interne.

Non è un caso, che in meno di un anno, abbiamo avuto un assessore sollevato dall’incarico da un provvedimento della Magistratura, un lungo periodo di vacatio e un altro assessore dimessosi spontaneamente,  a pochi  mesi dalla nomina, e a pochi giorni dall’approvazione in Consiglio Comunale, di uno strumento indispensabile di lottizzazione dell’area portuale.

Saranno delle coincidenza, ma certo è, che chi analizza questi fatti, con un minimo di raziocinio e libero da logiche di appartenenza,  non può che rilevare che esiste un problema demanio a Ponza e che la sua risoluzione non è facile, se gli interessi in campo restano tanto preponderanti.

 

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Una pausa di riflessione

Politica 19 Commenti »

 

E’ omai tempo, parecchio tempo, che sul nostro blog non si affronta alcun argomento e non c’è più alcun tipo di scambio.

Si chiedono in tanti se a Ponza non ci sia più una coscienza critica, se questa stasi, questa quiete innaturale è il risultato di una regolarizzazione dei problemi isolani o solo il suo scientifico rifiuto,   se la nostra associazione continua ad esserci o come dicono i nostri denigratori “Ponza c’è”; forse non c’è più.

Ma mentre si discutono e si analizzano tutti questi possibili scenari, il mio pensiero va oltre, e spero in modo condiviso,  rielabora quanto visto fin’ora e cerca di trovare una soluzione adeguata ai numerosi problemi emersi.

Sarebbe oggettivamente facilissimo continuare con la contrapposizione dura e ferma verso chi colpevolmente, in maniera molto discutibile,  amministra questo territorio. Ma la riflessione, il buon senso, oggi mi dice che bisogna modificare le nostre strategie.

L’isola, tutta l’isola, ha bisogno di altro. Siamo sicuramente in un periodo complesso e difficile, che ulteriormente si aggrava, in una piccola realtà disorganizzata come la nostra.

Ritengo che oggi dobbiamo accantonare l’orgoglio e l’antagonismo preconcetto  e mettere in campo una nuova idea di sviluppo condivisa. Una fase di pacificazione sociale che possa far emergere quei  desideri e quelle peculiarità che ci uniscono, tralasciando gli aspetti che ci dividono.

Dallo scontro gli opposti schieramenti si compattano e si perdono di vista le finalità per le quali si è combattuto. Oggi dobbiamo cambiare visione e prospettiva, noi dobbiamo porci come operatori di progetto e di programma. Dobbiamo diventare la coscienza critica dei nostri amministratori e i referenti della cittadinanza. Dobbiamo elevare le nostre idee  e i nostri obiettivi e tentare di condizionare in positivo le scelte importanti che ci capiteranno.

Propongo a tutti gli aderenti a Ponza C’è, a tutti i cittadini ponzesi ed anche a chi è un nostro avversario politico di esprimersi su questa nuova linea strategica e avvalorare o disapprovare questa tesi.

Voglio dire a chi pregiudizialmente vede questo come una retromarcia, una resa, che la mia convinzione è dettata da una consapevolezza, il momento è tale  che l’alternativa a questa presuntuosa o velleitaria idea non  produrrà dei vincitori o dei vinti ma purtroppo una comunità, una economia, un’isola distrutta.

 

Il nostro gruppo, ha buone idee, passioni e competenze e certamente non si farà sfuggire questa determinante finalità, per la quale tutti, a suo tempo,  ci eravamo messi in ballo; il bene di Ponza.

 

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“Un Paese in ginocchio”

Politica, Sociale 4 Commenti »

 

“Siamo ricchi e non sappiamo di esserlo” , è questa la metafora di tutto……….!!!!!!!!!

 Incapacità gestionali, il non rispetto delle regole, la inadeguatezza a fare sistema, la poca attitudine a considerare il turismo oltre che una fonte di guadagno, anche una realtà da salvaguardare, tutelare, rispettare e comprendere.

 Sembra ormai impossibile risollevare la nostra deficitaria economia;  in questi anni abbiamo fatto di tutto per distruggere quelle che erano le nostre peculiarità di isola  a vocazione turistica.

Non voglio, come lo struzzo che nasconde il capo, addossare responsabilità unilaterali verso chi ci ha amministrato, ma certo è che le carenze o le deficienza di questi ci hanno pesantemente condizionati.

 o       Il non aver voluto o saputo concretamente affrontare e risolvere il problema delle discese a mare, oggi possiamo asserire con certezza inoppugnabile, si è rivelato una causa, forse la principale, di questa situazione drammatica che stiamo vivendo.

 o       Il non aver voluto, potuto o saputo organizzare un piano portuale e spiagge, degno di questo nome, ci ha portato a queste vicissitudini giudiziarie quotidiane che assistiamo impotenti e anche un pochino increduli.

 o       Il non essere stati in grado di avviare un servizio di raccolta rifiuti differenziato, capace di portare a regime  quelle peculiarità ambientali sostenibili che caratterizzano una isola che di turismo si nutre;

 o       Continuare a  subire passivamente cambi, spostamenti, cancellazioni, comportamenti incomprensibili dei vari armatori  di navi e mezzi di trasporto marittimi; senza comprendere che la certezza della mobilità marittima per un isola; è vitale;

 o       Il non aver voluto, saputo o compreso che la valorizzazione del territorio delle proprie bellezze artistiche e archeologiche poteva creare un plus, un indotto nuovo che in momenti di crisi poteva sopperire alla carenza del turismo tradizionale.

 

o       Aver permesso nell’edilizia,  agli amici e agli amici degli amici di fare e strafare senza il supporto di una legge o un regolamento che consentisse quanto realizzato. Senza neanche essere in grado di pianificare e prevedere uno straccio di PRG;

 o       Aver pensato che il turismo nautico fosse l’unico turismo utile alla nostra economia; anche perché era il più semplice da raggiungere e servire, quasi senza sforzo evidente; In molti casi era sufficiente appropriarsi, quasi gratuitamente, di uno spazio demaniale o di una spiaggia e distribuire servizi che tutti noi residenti avremmo responsabilmente contribuito a pagare !!!!

 o       Il non avere concretamente messo in essere quelle strategie di salvaguardia delle proprie realtà economiche in periodo di crisi, anzi di averle abbandonate, e in alcuni casi vessate con ordinanze incomprensibili e demagogiche;

 o       Rilasciare dichiarazioni alla stampa e ai media in generale che penalizzano, creano imbarazzi e ripercussioni notevoli alla nostra immagine;

 E’ chiaro che questo elenco, purtroppo non completo, di responsabilità non può essere addossato solo ai nostri amministratori, abbiamo anche noi cittadini delle colpe.

Abbiamo ritenuto ad esempio, che la mancanza di regole nel settore demaniale, potesse perdurare e quindi non abbiamo richiesto con forza quelli che erano i nostri diritti di cittadini rispettosi delle leggi. Ci siamo uniformati al sistema.

Non abbiamo chiesto con forza che realtà come Chiaia di Luna, Cala Inferno, Cala dell’Acqua,  ecc venissero ripristinate e rese fruibili. Abbiamo con il nostro lassismo avallato queste scelte sbagliate. Abbiamo inoltre, scelto quando era il caso di scegliere, la strada più facile e meno incerta. Abbiamo premiato con il voto chi ci sapeva promettere cose che poi si sono rivelate false o inutili.

Abbiamo quindi anche noi delle responsabilità oggettive, oggi però bisogna prendere atto di questi errori e farne tesoro, dobbiamo iniziare a gridare con forza i nostri diritti.

 A questo elenco di responsabilità per cosi dire, di indirizzo programmatico purtroppo, ce ne sono altre di difficile collocazione e complessa comprensione.

 La problematica porti ad esempio è quella che oggi mostra le sue drammatiche ripercussioni, ma che se si volesse analizzare a fondo mostra delle responsabilità gestionali imbarazzanti. Dalle pagine del nostro giornalino abbiamo numerose volte evidenziato la situazione, ma si è sempre tentato di stigmatizzare il pericolo  adducendo possibilità di modifica del piano regolatore portuale. Oggi lo scenario sembra più evidente anche ai più scettici e temiamo seriamente che i giochi si siano compiuti con  buona pace di tutti noi ponzesi.

La storia ci dirà se la responsabilità amministrativa sia stata solo di imperizia, incapacità, sottovalutazione o anche e sinceramente non me lo auspico, di calcolo strategico e tutela di interessi personali.

Generalmente  dalle difficoltà si riparte con maggiori motivazione e più attenzioni alle esigenze del mercato e dell’utenza turistica, io spero che questa gravissima situazione economica faccia il miracolo di far sedere intorno ad un tavolo gli operatori, gli amministratori e i privati cittadini per costruire insieme un’isola diversa con maggiori regole e garanzia, ma anche con una nuova  e condivisa sensibilità turistica.

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Scritto da Francesco Ambrosino

Comunicato Stampa

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 03/07/2009 – L’esame dei documenti ha permesso di fare finalmente chiarezza sulle competenze in merito al rilascio delle concessioni per i pontili di Ponza, posti sotto sequestro dall’11 giugno. E’ questo il risultato raggiunto dalla Conferenza dei servizi avviata dalla regione Lazio e presieduta dal direttore regionale del Dipartimento Territorio Raniero De Filippis.

A seguito dell’esame degli atti che hanno portato al rilascio delle concessioni , infatti , gli uffici regionali hanno individuato una sentenza del Consiglio di Stato del 4 maggio 2009 che rende incompetente il Comune ad emanare tali atti concessori

( pregiudicando così tutto l’iter posto in essere dal Comune stesso) e rimettendo di conseguenza alla Regione i poteri medesimi.

“Assicuriamo tutto l’impegno affinché le strutture regionali operino tempestivamente in questo rinnovato quadro di competenze – ha spiegato Marrazzo -, non posso però non esprimere il rammarico per la mancata comunicazione da parte del Comune di Ponza di questa sentenza che ha creato una grave distorsione nelle azioni da porre in essere fino a causarne la inefficacia”.

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Scritto da Francesco Ambrosino

Il Pd e l’amministrazione Porzio

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Scrivo questa mia lettera come elettore del Pd.

Sulla stampa apprendo che l’Assessore al Demanio Marittimo è stato interdetto dai pubblici uffici, ma questo è solo un aspetto di tutto un sistema amministrativo che da un pò di tempo a questa parte è degenerato.
Se poteva essere capibile il fatto che il Partito Democratico Ponzese sostenesse un amministrazione sulla motivazione di voler introdurre aspetti culturali in quella che era comunque un amministrazione che avrebbe ugualmente vinto le elezioni , e avendo tra le altre cose l’amministrazione uscente realizzato qualche opera pubblica, oggi è anche vero che tutti comunque paghiamo un prezzo per errori di valutazioni che risalgono al
1992. Non si capisce come sia possibile che il Pd già quando il
sistema amministrativo iniziava a degenerare continuava imperterrito a sostenere questo sistema anzi oggi ne è parte integrante. C
ome elettore del Pd ponzese ritengo che questo partito debba fare due cose immediate:

 1) Dissociarsi da un amministrazione ormai degenerata nei suoi comportamenti;

2) prendersi le sue responsabilità per i fatti accaduti, dato che si tratta di un partito le cui ideologie democratiche tendono al sociale, e il sociale è stato estromesso da questa Amministrazione Comunale.

Saluti

Fausto Lamonica

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Scritto da Francesco Ambrosino

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