I’ve a dream ……….

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Sarà capitato a ogn’uno di noi di emozionarsi alla vista di un monumento, di un quadro, di una scultura di particolare pregio e mirabile fattura.

La visita a Musei, Pinacoteche, monumenti Storici,Artistici, Ambientali, suscitano tra i visitatori degli stati d’animo di eccitazione, di ammirazione di riconoscimento di grandezza e di beltà, tale da emozionare e trasportare.

Questi sentimenti ritengo di averli percepiti anche qui a Ponza e credo che questa sensazione sia stata percepita e condivisa anche da molti altri isolani.

La mia fortuna, legata purtroppo alla maturità anagrafica, è stata quella di aver potuto godere a pieno delle bellezza della spiaggia di Chiaia di Luna. Definirla spiaggia e compararla semplicisticamente con altre realtà, sminuisce quello che in realtà rappresenta………. un incantevole anfiteatro multicolore, dalle trasparenze   acquee mozzafiato. Oggi il mio desiderio più grande, oltre a quello che la spiaggia rappresenta per la nostra economia, sarebbe quello di permettere ai miei figli di poter percepire quelle fortissime emozioni che io da adolescente e più tardi da adulto, ho avuto la fortuna di avvertire.

Speriamo che altri come me vogliano ricordare quei momenti e come me vogliano fantasticare sul sogno che diventa realtà !!!!

Un grazie di cuore a Salvo che ha alimentato il sogno

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Scritto da Francesco Ambrosino

“Un Paese in ginocchio”

Politica, Sociale 4 Commenti »

 

“Siamo ricchi e non sappiamo di esserlo” , è questa la metafora di tutto……….!!!!!!!!!

 Incapacità gestionali, il non rispetto delle regole, la inadeguatezza a fare sistema, la poca attitudine a considerare il turismo oltre che una fonte di guadagno, anche una realtà da salvaguardare, tutelare, rispettare e comprendere.

 Sembra ormai impossibile risollevare la nostra deficitaria economia;  in questi anni abbiamo fatto di tutto per distruggere quelle che erano le nostre peculiarità di isola  a vocazione turistica.

Non voglio, come lo struzzo che nasconde il capo, addossare responsabilità unilaterali verso chi ci ha amministrato, ma certo è che le carenze o le deficienza di questi ci hanno pesantemente condizionati.

 o       Il non aver voluto o saputo concretamente affrontare e risolvere il problema delle discese a mare, oggi possiamo asserire con certezza inoppugnabile, si è rivelato una causa, forse la principale, di questa situazione drammatica che stiamo vivendo.

 o       Il non aver voluto, potuto o saputo organizzare un piano portuale e spiagge, degno di questo nome, ci ha portato a queste vicissitudini giudiziarie quotidiane che assistiamo impotenti e anche un pochino increduli.

 o       Il non essere stati in grado di avviare un servizio di raccolta rifiuti differenziato, capace di portare a regime  quelle peculiarità ambientali sostenibili che caratterizzano una isola che di turismo si nutre;

 o       Continuare a  subire passivamente cambi, spostamenti, cancellazioni, comportamenti incomprensibili dei vari armatori  di navi e mezzi di trasporto marittimi; senza comprendere che la certezza della mobilità marittima per un isola; è vitale;

 o       Il non aver voluto, saputo o compreso che la valorizzazione del territorio delle proprie bellezze artistiche e archeologiche poteva creare un plus, un indotto nuovo che in momenti di crisi poteva sopperire alla carenza del turismo tradizionale.

 

o       Aver permesso nell’edilizia,  agli amici e agli amici degli amici di fare e strafare senza il supporto di una legge o un regolamento che consentisse quanto realizzato. Senza neanche essere in grado di pianificare e prevedere uno straccio di PRG;

 o       Aver pensato che il turismo nautico fosse l’unico turismo utile alla nostra economia; anche perché era il più semplice da raggiungere e servire, quasi senza sforzo evidente; In molti casi era sufficiente appropriarsi, quasi gratuitamente, di uno spazio demaniale o di una spiaggia e distribuire servizi che tutti noi residenti avremmo responsabilmente contribuito a pagare !!!!

 o       Il non avere concretamente messo in essere quelle strategie di salvaguardia delle proprie realtà economiche in periodo di crisi, anzi di averle abbandonate, e in alcuni casi vessate con ordinanze incomprensibili e demagogiche;

 o       Rilasciare dichiarazioni alla stampa e ai media in generale che penalizzano, creano imbarazzi e ripercussioni notevoli alla nostra immagine;

 E’ chiaro che questo elenco, purtroppo non completo, di responsabilità non può essere addossato solo ai nostri amministratori, abbiamo anche noi cittadini delle colpe.

Abbiamo ritenuto ad esempio, che la mancanza di regole nel settore demaniale, potesse perdurare e quindi non abbiamo richiesto con forza quelli che erano i nostri diritti di cittadini rispettosi delle leggi. Ci siamo uniformati al sistema.

Non abbiamo chiesto con forza che realtà come Chiaia di Luna, Cala Inferno, Cala dell’Acqua,  ecc venissero ripristinate e rese fruibili. Abbiamo con il nostro lassismo avallato queste scelte sbagliate. Abbiamo inoltre, scelto quando era il caso di scegliere, la strada più facile e meno incerta. Abbiamo premiato con il voto chi ci sapeva promettere cose che poi si sono rivelate false o inutili.

Abbiamo quindi anche noi delle responsabilità oggettive, oggi però bisogna prendere atto di questi errori e farne tesoro, dobbiamo iniziare a gridare con forza i nostri diritti.

 A questo elenco di responsabilità per cosi dire, di indirizzo programmatico purtroppo, ce ne sono altre di difficile collocazione e complessa comprensione.

 La problematica porti ad esempio è quella che oggi mostra le sue drammatiche ripercussioni, ma che se si volesse analizzare a fondo mostra delle responsabilità gestionali imbarazzanti. Dalle pagine del nostro giornalino abbiamo numerose volte evidenziato la situazione, ma si è sempre tentato di stigmatizzare il pericolo  adducendo possibilità di modifica del piano regolatore portuale. Oggi lo scenario sembra più evidente anche ai più scettici e temiamo seriamente che i giochi si siano compiuti con  buona pace di tutti noi ponzesi.

La storia ci dirà se la responsabilità amministrativa sia stata solo di imperizia, incapacità, sottovalutazione o anche e sinceramente non me lo auspico, di calcolo strategico e tutela di interessi personali.

Generalmente  dalle difficoltà si riparte con maggiori motivazione e più attenzioni alle esigenze del mercato e dell’utenza turistica, io spero che questa gravissima situazione economica faccia il miracolo di far sedere intorno ad un tavolo gli operatori, gli amministratori e i privati cittadini per costruire insieme un’isola diversa con maggiori regole e garanzia, ma anche con una nuova  e condivisa sensibilità turistica.

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Scritto da Francesco Ambrosino

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