A BUON INTEDITOR POCHE PAROLE….

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Mi sembra una buona idea….da copiare.

Le bizzarre pene alternative turche: “obbligo di lettura”, ma c’è chi preferisce comunque la galera!

PENE ALTERNATIVE – In un articolo comparso sul quotidiano libanese An-Nahar e ripreso dal sito web del Courrier International sono raccontate le più celebre pene alternative imposte da giudici anatolici. Secondo la legge turca queste pene possono essere inflitte solo a persone condannate per reati che non superano i tre anni di reclusione. Inoltre i reprobi non devono avere precedenti, devono essere pentiti e avere una buona condotta. Il primo caso di pena alternativa fu comminato nel 2006 a Alparslan Yigit , cittadino turco di Yozgat, accusato di ubriachezza molesta. L’uomo fu condannato a leggere ogni giorno per un’ora e mezza un libro in biblioteca sotto la sorveglianza della polizia. All’inizio Yigit, che preferiva il carcere alla lettura in biblioteca perché temeva di essere preso in giro dai conoscenti, faceva finta di leggere. Più tardi seppe che il giudice lo avrebbe interrogato sulla trama del libro e allora cominciò il “duro lavoro”: «Ho impiegato più di un mese per leggere quel grande libro» ricorda Yigit. «Il giudice mi disse che se avessi scelto la prigione piuttosto che la lettura, la mia fedina penale sarebbe stata macchiata inesorabilmente e non avrei più trovato lavoro. All’inizio è stato peggio di una tortura. Poi ho capito che leggere non è così tremendo. Adesso lo faccio ogni volta che ne ho l’occasione».

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Scritto da Daniela

Addio Gianni Silvestri

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Oggi è venuto a mancare un nostro caro amico e autorevole professionista; Giovanni Silvestri, ponzese doc e uno degli scenografi più importanti nel panorama del cinema italiano. Ha collaboratato con registi di prim’ordine quali Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci, Marco Tullio Giordana, Luca Guadagnino, Nina di Majo, Luca D’Ascanio, Sandro Baldoni e molti altri.

Vogliamo ricordarlo, tra l’altro, per il suo grande amore per l’isola, la sua cortesia e l’immensa generosità. L’isola tutta è in lutto per la perdita di un grande personaggio di caratura internazionale, ma soprattutto perchè è scomparso un ponzese che è riuscito a portare il nome di Ponza orgogliosamente in giro per il mondo.

Partecipano al dolore tutta la famiglia, gli amici, le associazioni di categoria presenti sull’isola, l’amministrazione comunale e noi di Ponza C’è.

Emilio Aprea e Gennaro Greca

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Scritto da Francesco Ambrosino

Proposta

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I motivi per dissuadere i turisti dal venire a Ponza sono già numerosi, la spiaggia di Chiaia di Luna chiusa, la nota situazione fognaria, 30 ormeggi cancellati dalle navi da crociera, una persistente fortissima stagionalità, la crisi economica generale per citare i principali e non quelli piccoli, molteplici e irrisolti da anni come la mobilità interna, il recupero della spiaggia di Sant’Antonio, assenza di bagni pubblici, ecc.

Su questa martoriata economia isolana su aggiunge il sequestro di tutti i pontili, operazione giudiziaria sulla quale non entro nel merito sia perché non ne sono completamente noti i termini, o peggio si conosce solo ciò che ci vogliono far sapere, ma sopratutto perché di esclusiva competenza giudiziaria.

Questa operazione in questa contingenza colpirà diversamente ma danneggiando tutte le imprese dell’isola ed irreversibilmente qualche impresa più marginale.

Si è visto che, per evitare reazioni a catena, le risposte a situazioni di crisi settoriali in questa situazione di crisi mondiale è stata quella di un salvataggio da parte delle amministrazioni pubbliche. Come si è fatto per le banche americane, hanno salvato le banche ma per salvare dipendenti e clienti e non manager e azionisti delle stesse.

La mia proposta, al fine di salvare l’economia Ponzese, è che le attrezzature produttive sequestrate siano affidate in custodia ad una autorità garante che potrebbe essere la Regione o altro con la finalità di continuarne l’esercizio tramite un commissario.

Questo garantirebbe di non danneggiare nessuno; permetterebbe di restituire ai concessionari, nel caso avessero ragione, imprese funzionanti senza perdita di clientela o d’immagine, agli enti concedenti di non perdere gli introiti per le concessioni, consentirebbe ai clienti di usufruire dei servizi, eviterebbe di trasmettere il danno ad imprese terze complementari ma estranee.

Chiedo ai partiti di valutare questa proposta e, se condivisa, trasmetterla alle sedi opportune.

 Luigi Tagliamonte

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Scritto da Francesco Ambrosino

Comunicato Stampa

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 03/07/2009 – L’esame dei documenti ha permesso di fare finalmente chiarezza sulle competenze in merito al rilascio delle concessioni per i pontili di Ponza, posti sotto sequestro dall’11 giugno. E’ questo il risultato raggiunto dalla Conferenza dei servizi avviata dalla regione Lazio e presieduta dal direttore regionale del Dipartimento Territorio Raniero De Filippis.

A seguito dell’esame degli atti che hanno portato al rilascio delle concessioni , infatti , gli uffici regionali hanno individuato una sentenza del Consiglio di Stato del 4 maggio 2009 che rende incompetente il Comune ad emanare tali atti concessori

( pregiudicando così tutto l’iter posto in essere dal Comune stesso) e rimettendo di conseguenza alla Regione i poteri medesimi.

“Assicuriamo tutto l’impegno affinché le strutture regionali operino tempestivamente in questo rinnovato quadro di competenze – ha spiegato Marrazzo -, non posso però non esprimere il rammarico per la mancata comunicazione da parte del Comune di Ponza di questa sentenza che ha creato una grave distorsione nelle azioni da porre in essere fino a causarne la inefficacia”.

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Scritto da Francesco Ambrosino

Il Pd e l’amministrazione Porzio

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Scrivo questa mia lettera come elettore del Pd.

Sulla stampa apprendo che l’Assessore al Demanio Marittimo è stato interdetto dai pubblici uffici, ma questo è solo un aspetto di tutto un sistema amministrativo che da un pò di tempo a questa parte è degenerato.
Se poteva essere capibile il fatto che il Partito Democratico Ponzese sostenesse un amministrazione sulla motivazione di voler introdurre aspetti culturali in quella che era comunque un amministrazione che avrebbe ugualmente vinto le elezioni , e avendo tra le altre cose l’amministrazione uscente realizzato qualche opera pubblica, oggi è anche vero che tutti comunque paghiamo un prezzo per errori di valutazioni che risalgono al
1992. Non si capisce come sia possibile che il Pd già quando il
sistema amministrativo iniziava a degenerare continuava imperterrito a sostenere questo sistema anzi oggi ne è parte integrante. C
ome elettore del Pd ponzese ritengo che questo partito debba fare due cose immediate:

 1) Dissociarsi da un amministrazione ormai degenerata nei suoi comportamenti;

2) prendersi le sue responsabilità per i fatti accaduti, dato che si tratta di un partito le cui ideologie democratiche tendono al sociale, e il sociale è stato estromesso da questa Amministrazione Comunale.

Saluti

Fausto Lamonica

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Scritto da Francesco Ambrosino

Sarà capitato anche a voi…

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Sarà capitato anche a voi,
di mandare o attendere qualcosa con la nave Tetide (Caremar) e scoprire che per magia è svanita nel nulla?
A me è capitato…e non una volta sola.
Con mio grande stupore ho scoperto che i furti sono tanti e ricorrenti!
Mi auguro che altri che hanno avuto la mia stessa esperienza, raccontino il loro accaduto….
Raccoglierò le testimonianze e ne farò buon uso….
Di seguito vi allego le mail spedite alla Caremar, alle quali non ho ancora avuto risposta…

1° MAIL
Buongiorno,
mi chiamo Daniela Mazzella e la scrivo dall’Isola di Ponza.
Con la presente vengo ad informarVi dell’accaduto presso la Vs. Nave Caremar il Giorno 30 Maggio 2009.
Il ritardo di questo reclamo è dovuto al tentativo di una “bonaria risoluzione”.
Vista l’impossibilità di comunicare, vengo oggi ad esporVi l’accaduto.
Acquistai al negozio “Domestika”, presso il centro Orlandi a Formia, n°4 frigoriferi, modello basso da camera.
A causa di indisponibilità del 4° frigorifero, quest’ultimo fu inviato senza preavviso il giorno Sabato 30 Maggio, con la nave della 17.30.
Al mattino successivo, fui avvisata da un commerciante del luogo, della presenza di un pacco sulla nave con su scritto “ Pietroniro”.
Andai il giorno seguente alle ore 11.30 alla nave “Tetide” per chiedere chiarimenti e da due marinai, di cui non conosco l’identità pur io viaggiando spesso con la Vs. compagnia, fui informata che il giorno precedente vi era Il “Quirino”, il quale stava facendo il giro per Ventotene.
Mi affrettai a chiamare i miei parenti di Ventotene, pregandoli di andare alla nave per vedere se Vi era il frigorifero, ma la risposta fu negativa.
Continuando nella mia ricerca, alternandomi tra lavoro e andirivieni alla nave, scoprii che l’informazione datami era, oggi penso intenzionalmente, errata.
Ossia, il 30 Maggio (ve ne chiedo conferma) vi era il Tetide e non il Quirino … e cosa più grave, ho scoperto che non è la prima volta che accadono scomparse così misteriose.
Ossia, se non sei informata in tempo della spedizione di qualcosa, e si arriva in ritardo, stranamente non trovi più il pacco.
Scomparsi Tv, pesci, cucina 4 fuochi, fiori…addirittura mi è stato riferito che per farsi restituire uno stendino sono state chieste 20,00 euro in cambio.
Non so cosa stia accadendo alla Caremar, so solo che fino a qualche mese fa, mi sono sempre trovata bene, i marinai isolani (Ponza e Ventotene) sono sempre stati molto cordiali e disponibili.
Ora non si capisce più nulla.
Ho fatto viaggiare mattonelle quest’inverno, con un biglietto per un importo di 160 euro, per tariffe comunicate a voce e non pubblicate (per la precisione 3 euro) per merci che viaggiano a colli, e il prezzo è a peso ( e la nave non possiede bilance).
Si pesa ad occhio, a discrezione dell’occhio di chi ti trovi davanti….
Non mi aspetto nulla, ma non amo esser presa in giro.
Grazie
Daniela Mazzella
2°MAIL
Salve,
pur non aspettandomi risposte da Voi, oggi vi scrivo nuovamente per raccontarVi un altro caso capitatomi oggi….
Sono venuta a sapere che alle 13.15 partiva il Tetide che faceva il giro per Ventotene…
sono subita corsa in pescheria per prendere del pesce da mandare ai miei nonni a Ventotene.
Faccio il biglietto e metto la cassetta nel frigorifero intorno alle 13.07, raccomandandomi con mio cognato che era a bordo di scenderli a Ventotene, dove ad attendere c’erano i miei nonni.
Indovinate un po?
sorpresa…nel frigo i pesci sono scomparsi!!!!
da domani quando vedo attraccare la Caremar, mi assicuro che la borsa è chiusa e tolgo l’orologio dal polso.
Grazie ancora
Daniela Mazzella
3°MAIL
Salve,
vi informo inoltre che ieri sera, a fare le mie rimostranze, non ero sola… altre persone, come me, erano state derubate e non per la prima volta e sempre sulla motonave Tetide.
Dalle vostre “non risposte”, capisco la
Vostra serietà e posizione.
Daniela Mazzella

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Scritto da Daniela

La Festa di San Silverio ritorna a Stintino dopo 30 anni

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Stintino, è ormai una famosa località turistica  situata all’estremo lembo di terra sarda che a nord ovest si protende verso l’isola di Asinara.Diventato Comune da poco più di 20 anni, nel secolo XIX era uno piccolo villaggio di pescatori che si affacciava su un mare pescosissimo. Sulla sabbia bianca e finissima de La Pelosa, che oggi è la sua principale attrattiva turistica, sbarcò il primo pescatore ponzese. Dopo di lui arrivarono altri. Alcuni di di essi  decisero di fermarsi in quell’angolo di paradiso. Naturalmente portarono anche la loro cultura e le tradizioni. In primis San Silverio, di cui per anni è stata  celebrata la festa il 20 giugno. Poi sono arrivati i turisti sempre più numerosi e della festa si sono perse le tracce. Ma quest’anno l’estate stintinese si è aperta  con la riscoperta della festa di San Silverio e la tradizionale sagra del tonno. La festa del santo papa di Ponza è tornata a Stintino dopo quasi trent’anni di assenza e la popolazione ha accolto la sua celebrazione con grande partecipazione. Una chiesa gremita di stintinesi e di turisti, già presenti numerosi nel piccolo borgo di pescatori, ha salutato e onorato il santo arrivato in paese alla fine dell’Ottocento. A portare la festa a Stintino fu un pescatore di Ponza, Isidoro Balzano, che dopo aver acquistato un lotto di terreno dalla Comunità dei 45 si stabilì nel paese. E fu sempre lui, tramite un ponzese commerciante di aragoste, a far arrivare la statua del papa. Dopo Isidoro Balzano arrivarono a Stintino altre famiglie, i Pagano e i Bosco dall’isola di Ventotene. «E’ una festa importante per la nostra comunità composta da tante anime – ha detto durante la messa il parroco don Salvatore Fois – da una parte rappresenta l’apertura agli scambi di esperienze, dall’altra è segno di unione di tutti i valori del nostro paese». Una festa che l’amministrazione comunale di Stintino ha fortemente voluto. «La nostra convinzione – ha detto il sindaco Antonio Diana – è che il recupero e il mantenimento della memoria sono elementi fondamentali per rafforzare lo spirito di aggregazione e solidarietà. Forse prima questa era la festa dei soli ponzesi, ora credo di poter dire che questa è la festa della comunità stintinese». Per le vie del paese si è snodata la processione con la statua del santo. Al rientro in chiesa si è svolto lo scambio delle bandiere tra gli obrieri: dalla famiglia di Lucia Pagano, che per anni ha custodito le insegne, da quando la festa era stata messa in soffitta, la bandiera è stata consegnata a Nicola Balzano, sicuro discende di Isidoro. In serata la Piazza dei 45 ha ospitato l’attesa sagra del tonno, alla sua undicesima edizione. Inserita nella manifestazione “Stintino, saperi, sapori e passioni”, la sagra ha catalizzato oltre settecento persone che hanno assaggiato le portate di tonno al carpaccio e con sedano e olive.  Soddisfazione da parte del presidente della Pro Loco Antonio Scano che nella giornata di domenica, tra gli stand allestiti nella Piazza dei 45, grazie al lavoro di alcune massaie stintinesi, ha offerto un fuori programma, distribuendo oltre 250 porzioni di “tumbarelle”, dolci tipici stintinesi, andati completamente a ruba.

 Franco Schiano

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Scritto da Francesco Ambrosino

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