INTERROGATO IL MORTO, IL MORTO NON RISPONDE

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Siamo oramai alla fine del mese di Marzo,abbiamo avuto in intero inverno, ma per la nostra isola tutto è rimasto immobile….

 1) Per la così tanto decantata ORDINANZA SUL TRAFFICO, da discutere come diceva il sindaco a fine novembre, non c’è nessuna traccia ne di discussione tra la maggioranza e l’opposizione e neppure una bozza di testo da far cadere a pioggia sulla popolazione. Poi vedremo che l’amministrazione presenterà verso la fine di giugno o forse gli inizi di luglio, un testo che farà, inevitabilmente, acqua da tutte le parti, dove tutta la popolazione sarà costretta a ricorrere o a farsi fare permessi farsa non risolvendo il problema del traffico. Giustamente i pochi turisti che verranno a Ponza questa estate cominciano a chiamre chiedendo anche informazioni sul traffico ma siamo costretti a dire che non sappiamo ancora nulla…..Vi sembra cosa giusta?? Questa può essere considerata un’amministrazione oculata, attenta o virtuosa?? Penso proprio di no!!! Lo solite promesse da marinaio che fa l’amministrazione ed in prima persona il Sindaco!!

 2)Vogliamo parlare del Porto?? Bhe qui siamo proprio trascesi in una commedia di Edoardo De Filippo e Filomena Marturano. Il nostro Capo del Villaggio fece un Consiglio Comunale farsa dicendo che il Porto di Ponza “doveva rimanere ai ponzesi” fortunatamente registrammo tutto!!!

Noi di Ponza C’è non siamo contrari alla costruzione di un porto da un privato, non siamo contrari a priori. Ma vogliamo essere informati, se viene nascosto tutto alla popolazione, come sta succedendo oggi, si comincia ad insospettire. Se si vanno a prendere degli atti sul Comune e vengono negati e ogni volta si è costretti a ricorrere alla magistratura, se nel progetto del Porto che svolazza da persona a persona per Ponza c’è solo una scogliera per salvaguardiare il “quartir generale” di Santa Maria, se viene fatto tutto in sordina, se l’amministrazione comunale non è chiara o non comunica nascondendosi dietro un muro di omertà, a questo punto c’è qualcosa che puzza e per forza dobbiamo manifestare questo nostro senso di disapprovazione perchè le cose così non si fanno!!!!!!! Lasciata la mente libera di lavorare si  potrebbe cominciare a pensare a male, si potrebbero scorgere grossi interessi da salvaguardare ecc……MA NOI QUESTE COSE NON LE VOGLIAMO PENSARE, VOGLIAMO CONTINUARE A CREDERE NELLA BUONA FEDE E IN UNA DIMENTICANZA DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE. UN SEMPLICE ERRORE PER NON AVER CONVOCATO UNA RIUNIONE CON TUTTA LA POPOLAZIONE APPORTATRICE DI INTERESSI PUBBLICI E PRIVATI.

Per far avvolorare la mia idea vi consiglio di leggere il messaggero di oggi…26-03-2009….un articolo pubblicato dal Valente spiegando le idee sul porto..da quello che si evince saremo costretti a fare gli indigeni nella nostra stessa terra!! Dovremmo metterci l’anello al naso e ballare per i “colonizzatori”!!!

 3)Vogliamo parlare delle strade? Bhe dopo l’alluvione che ha fatto prendere una barca di soldi al Comune di Ponza le strade ( non quelle provinciali ) sono ancora in condizioni pietose…vi sembra giusto che siamo arrivati alle porte della stagione turistica e ci sono ancora tutte le strade rotte??

 

4) Vogliamo parlare della Raccolta differenziata??? Bhe, non mi, e non ci stancheremo, mai di dire che la raccolta differenziata è importante. Per risolvere il problema della spazzatura sull’isola e per rispettare solo la legge visto che oramai raccogliere i rifiuti differenziandoli è diventata LEGGE!!! Ma giustamente questo lembo di terra lungo le coste laziali la legge non l’ha mai rispettata e continua a non rispettarla!!! E non basta certo sistemare, solo per la ricorrenza di San Giuseppe, l’oasi ecologica esattamente così ci è stata descritta da un Assessore. L’Oasi ecologica è un luogo in cui portare ogni genere di apparacchiature inquinante e non smaltibili tradizionalmente. Sinceramente non credo che noi a Ponza siamo arrivati a tanto ……

5) Chiaia di luna, Cala dell’Acqua.

Possiamo avere rassicurazioni in merito?

Per Cala dell’acqua i lavori sono stati ultimati e la parete messa in sicurezza, potremmo aprire quella cala? Bisogna ricordarsi che è l’unico scalo d’alaggio in zona Le Forna. Un’ulteriore chiusura comprometterebbe la già complessa situazione economica della zona.

Per Chiaia di Luna è stato accordato un finanziamento, sempre a detta del Sindaco, di € 2.500.000,00 per risistemare le reti e gli agganci della stessa, quali rassicuraziioni abbiamo?

 

Mi voglio fermare qui dicendo che forse il sindaco e l’amministrazione sono impegnati a fare qualche altra cosa, magari qualche incontro con Valente per mettere a punto un incontro con la popolazione visto che il porto è qualcosa che serve a tutti ed è di tutti…non è nel Sindaco nè di Valente!!!

 

Spero che qualche internauta dell’amministrazione che visita sempre questo nostro sito posso dare qualche delucidazione a riguardo….forse anche l’assessore al Demanio che credo, forse no, forse si…… possa essere uno degli interessati a questi argomenti!!!!

Emilio Aprea

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Ponza, 14 marzo 2009

 La sig.ra Rita Cancellieri, in qualità di  Presidente dell’Associazione “Enrico Cancellieri”, alla presenza dell’ Assessore alla Sanità Lucia Vitiello, ai rappresentati del Comitato Civico Ponza C’è Ennia Mazzella ed Emilio Aprea ha donato un computer e una stampante per la sezione di prima urgenza del piccolo puliambulatorio isolano.

 L’associazione sopra citata è nata il giorno dopo la morte del sig. Enrico Cancellieri, appassionato dell’isola, amico di tutti e per sua s/fortuna proprietario di una casa in cima ad una piccola collina, dove non era possibile raggiungerla con una autoambulanza di dimensioni normali. Per questo motivo, purtroppo, dopo un attacco di cuore, l’amico Enrico ha perso la vita.

La moglie, combattiva e amante come Enrico, dell’isola lunata, dopo essersi ripresa dallo sconforto si mise subito al lavoro per recuperare dei fondi e dotare il 118 isolano di un’autoambulanza di dimensioni ridotte, capace di raggiungere anche quelle zone dove le piccole strade caratteristiche, non siano un  impedimento.

Donata l’autoambulanza, la caparbia Rita, ha continuato a far funzionare l’Associazione raccogliendo altri fondi;  e per questo che oggi, grazie a nuove  risorse e insieme agli altri benemeriti associati,  ha dotato il poliambulatorio isolano di un nuovo computer e di una nuova stampante.

 E’ anche grazia a queste Associazioni, vive e attive sul territorio, che la nostra sanità non risulta essere tanto lontana da quella della terraferma.

 A nome di tutto il Comitato Ponza C’è, un vero grazie a tutte le persone che si sono adoperata per la buona riuscita di questo grande atto di beneficenza per il bene comune. Un grazie ad Enrico,Rita e all’Associazione tutta!!

Emilio Aprea

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PONZA NAVIGA SU WI-FI

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t-unwired21

PONZA NAVIGA SU WI-FI

 

Disponibile sull’isola il nuovo servizio di connessione wi-fi,

attivato dall’azienda T-Services, che permette a cittadini, turisti e naviganti

di connettersi alla rete a Banda Larga

 

Ponza, Marzo 2009 - La T-Services, azienda fiorentina leader nel settore delle telecomunicazioni, grazie a tecnologie innovative di propria sperimentazione, ha realizzato un ponte radio che collega l’isola al promontorio di San Felice Circeo, per un percorso di ben 32 Kilometri.

 

L’infrastruttura, unica nel suo genere in Italia, permette, a chi si trova sull’isola, di usufruire della banda larga sincrona superiore ad una normale ADSL cittadina: il cittadino, il turista e il navigante con qualsiasi dispositivo portatile munito di scheda  wi-fi (personal computer, pda, telefono cellulare, smartphone), può navigare in Internet collegandosi velocemente alla rete T-Unwired, creata di T-Services.

 

Questa rete utilizza le onde radio per la trasmissione dei dati: il grande vantaggio è quello di avere molti punti di smistamento a basso impatto ambientale ed a bassa potenza  per raggiungere una copertura capillare che, evitando di installare antenne potenti ed altamente inquinanti, configurandosi così come una tecnologia pulita.

 

Il servizio T-UnWired vive, quindi, su una propria rete di trasporto poiché T-Services non utilizza nessun tipo di cavo/doppino di Telecom Italia.

Questo servizio, realizzato in accordo con l’amministrazione locale, nasce dalla volontà dell’azienda di portare la Banda Larga nelle zone attualmente non coperte da servizi ADSL, per il superamento del digital divide. Per questo motivo il progetto realizzato sull’Isola di Ponza verrà replicato presto su altri comuni del territorio italiano, non serviti dalle nuove tecnologie.

 

T-Services in breve farà partire anche un servizio di fonia VoIP  che premetterà ai propri abbonati di evitare il canone Telecom abbassando notevolmente tutti i costi telefonici.

 

 

Per maggiori informazioni:

Tel: +39 338 7900207

E-mail: info@t-unwired.com

 

 

 

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Scritto da Francesco Ambrosino

Parliamone insieme

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     I meriti  di  questo giornalino e del blog  ” Ponza  C’è  ” sono  tanti. E’  per questo che mi  sono complimentato  con  la  Redazione.

     Fra  di  loro  c’è  -  a  mio   vedere  -  quello  di  tentare  uno  scambio  d’ opinione  fra  i  Ponzesi. Ovvero  di  alimentare  una  “  opinione   pubblica  “.

     Questo  mio  intervento  si   inserisce  proprio  con  questo  intento: quello  di  contribuire  a  costituire  una   ” opinione  pubblica  isolana  ” per discutere  i  problemi, prevedere soluzioni, ampliare  il fronte  degli  argomenti.

     Per  fare  questo  però  volutamente  scarto tutti  gli argomenti  fonte  di  malumori, di lamentele,  di  scetticismo, e, invece,  provo a parlare  di  qualcosa  di positivo,  che  dia   piacere.

     E   allora   parto   da   questa   domanda :   cosa è  che contraddistingue la  nostra  ” ponzesità “, per  cui  siamo  orgogliosi di essere,  di sentirci e  di essere  individuati  come  Ponzesi ?

     La  risposta  che  ci  suggerisce  lo  stato  d’animo   immediato  è:  NIENTE.  Ma  questa posizione, come ho detto sopra, l’  ho  scartata   a  priori  perché  negativa, perciò  proverò  a    rispondere al   positivo.

    Siamo  orgogliosi  di  essere  Ponzesi  perché  siamo  cresciuti in  un  ambiente  fatto di  tradizioni,  di  abitudini,  di  memorie,  di  sentimenti. Questo ambiente, è  vero  che  si è  degradato  fino a  sgretolarsi, ma  è ancora  vivo  in  noi. Tanto è vero  che, quando  siamo  lontani dall’ isola  noi  Ponzesi  volentieri  ci  raggruppiamo, volentieri  parliamo  delle  tradizioni  popolari  tipiche, volentieri  le rinnoviamo,  volentieri   ci   si   sfotte  ricordando aneddoti.

    Ci  si   deprime  se   parliamo del  presente  e  dello  stato  attuale   dell’isola. Ma  di  questo, qui, ho deciso   di   non   parlare.  

     Per  un  altro  aspetto  noi  Ponzesi  siamo  sempre  invidiati   (  ma questo  accade  con  i  forestieri  ), e  cioè   delle  bellezze  dell’ isola.  Non  c’è  alcuno  che  non  abbia riscontrato  nelle  parole  del  suo  interlocutore  forestiero parole  d’  ammirazione  per   la nostra  isola  nella veste  estiva. Per  quella  invernale  i  toni  cambiano !

    Eppure  gli  aspetti  della  vita  invernale sono  quelli  che  ci  appassionano  quando,  nel  ricordo,  riandiamo a considerare  la  gioia  che  davano  i  festini   o la preparazione del  presepe,  o  u   fucarazzo  il   venerdì  santo,  e  i   mustarde,  i  nucchette, i  zeppole,  u    pascone,  a   scapece,  lo scambio  d’  opinioni  passeggiando  sulla  piazza,  e  la  frenesia  per  l’  imminente  festa  di  S. Silverio.

     Cose   passate, si  dirà.  Sì,  ma  che  ancora  hanno  il  potere  di  scaldare  il  nostro  animo,  e  di  farci  sentire  affratellati   coi   paesani.

     E   dunque   motivi   per   resistere  alla  tentazione  di  considerarci  ” di  passaggio  ” sulla nostra  isola  ci  sono. Si   tratta  di  portare  al  di   fuori  del   privato  questi sentimenti,  di  esternarli,  per  trovare  una  comunanza  con  gli  altri  ed  insieme  ritessere   il  tessuto  sociale  che, in  questi  ultimi  tempi,  si  è  tanto sbrindellato  da  apparire  inesistente.

    Mi si  dirà:  belle  parole  ma  in concreto  cosa  si  può  fare  individualmente ?

    Beh, anzitutto  vorrei  sottolineare   che  è   già  una  conquista  essere  convinti  che  questa  nostra  piccola  isola  non  ha soltanto le bellezze  naturali  di  cui  vantarsi, ha  anche  un  patrimonio  di  tradizioni  sotterraneo, minuscolo,  ma ce  l’ ha, ed esso  spinge  la nostra  nostalgia e  il  desiderio. Deve  spingere   anche  l’  impegno.

-   a  riproporre  nel  piccolo  della  nostra  famiglia  le abitudini  isolane  affinché  non  capiti,  come   a  me  è   capitato, di  sentire  bambini delle elementari   negare  di  essere  ponzesi e   dichiararsi  napoletani  sol  perché   la   madre  era  originaria  di  Napoli;

-   a  mettersi insieme  per  ripristinare  le   usanze  (  del  presepe,  della   vendemmia, del   Capodanno,  del  Carnevale ); e, in  genere, per mettere  a  frutto  proprio  lo  “  stare   insieme  ” ( alludo  ai  comitati,  alle  assemblee, ai  gruppi  ). Va  da  sé che  l’ obiettivo  dei  raggruppamenti  deve  essere  del  fare  e  non  quello  del  parlare.

-     a   sforzarsi  di  tenere  nelle  priorità  del nostro  agire  sociale  DUE  soggetti:  i  minori   e   gli  anziani.  I  minori  perché  saranno  quelli  che  porteranno le  tradizioni  oltre  il tempo  della nostra  esistenza; gli  anziani  perché sono  i  depositari  dei  ricordi ed  è  su  loro  che  si  tara  la salute  di  una  comunità. Tutto  quello  che  si  raggiunge  per  migliorare la  vita  della  terza  età è  una conquista  di civiltà.

    Senza  attendere  che  ci pensi  l’ Amministrazione  comunale  impegnata  in  ben   altri   compiti   (  volutamente   e   ironicamente   mi  porto  oltre  ).

    Con  un  convincimento  in  più :  la nostra  ponzesità    quanto   più    sarà  marcata tanto  più  ricca  sarà  la   mercanzia   che  potremo   presentare  al  turismo.

    

     Noi  dovremmo  sentirci  il   prodotto   di  una nicchia  bio-culturale  unica; essere  fieri  delle  nostre  tradizioni,  conservarle  e  riproporle  all’ apprezzamento  degli  altri. 

    La  vocazione  turistica  della nostra  economia  dovrebbe  trarre  da   questa  unicità  alimento  per una offerta  che  alle  attrazioni  naturali  unisca  le singolarità  della tradizione.

     E  qui  mi  fermo.  Gli   argomenti  di   discussione   sono  tanti. So   pure  che  su  alcuni   punti   avrei  dovuto  attardarmi  di  più.  Lo  farò  in  futuro, ma   ora   lascio lo spazio  ad  altri  argomenti.

 

10    marzo   2009                                                                       Francesco   DE  LUCA   

 

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